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Biografia

Salvatore Lanzafame (Catania, 1973).

Salvatore Lanzafame si forma in un contesto dove la tradizione del disegno, dell'incisione e della materia pittorica sopravvive con forza. Dopo il diploma all'Istituto d'Arte e gli studi con il maestro Gaetano Signorelli, il suo apprendistato tecnico si sviluppa con rigore: acquisisce strumenti, non stili. E questi strumenti gli permettono di costruire un linguaggio autonomo, lontano tanto dall'ornamento quanto dall'improvvisazione.

All'Accademia di Belle Arti di Catania, nel cuore degli anni Novanta, la sua pittura si confronta con due tendenze solo apparentemente antitetiche: da un lato, la tradizione romantica del paesaggio, inteso come trascrizione emotiva e simbolica; dall'altro, la lezione delle avanguardie storiche, con la loro radicale riformulazione dello spazio e della percezione. Lanzafame non aderisce né all'una né all'altra: ne distilla un metodo. Inizia così una ricerca personale, lenta, coerente, in cui il paesaggio non è più tema ma pretesto strutturale per interrogare la pittura stessa.

Nel 2000, il contatto con il cinema orientale e, attraverso di esso, con la tradizione dello shan shui cinese, produce un punto di svolta. Il paesaggio non è più organizzazione ottica dello spazio: diventa respiro, ritmo, distanza interiore. Lanzafame non copia lo stile cinese, ma ne assorbe la logica: la pittura come spazio mentale, come luogo di passaggio e di contemplazione. L'immagine, da allora, non rappresenta: evoca. Ed è proprio nell'evocazione che risiede il nucleo poetico della sua arte.

La sua tecnica evolve di pari passo: olio, pigmenti naturali, ossidi, superfici metalliche, sperimentazioni ceramiche. Nulla è gratuito. L'artista esplora la materia come il geologo esplora la terra: cercando tracce, tensioni, resti. La superficie pittorica è sempre un territorio: non decorativo, ma sedimentario. Non astratto, ma profondamente concreto.

Attualmente lavora su supporti metallici, sperimentando l'interazione tra la lucentezza del metallo, i processi ossidativi e l'impiego di pigmenti naturali, in un equilibrio costante tra trasparenza, densità e luce.

Vive e lavora a Calto, in provincia di Rovigo.





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